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Un piemontese sulla via delle spezie

Il torinese Antonio Benedetto Carpano inventò nel 1786 il vermut, un vino aromatizzato che dopo un periodo di grandissimo successo è stato per anni quasi dimenticato in Italia. Oggi la bevanda sta tornando in auge e Torino può esserne nuovamente considerata la capitale anche grazie al Peliti’s, sulla cui bottiglia campeggia uno stemma floreale con le immagini della Mole Antonelliana e del Dakshineswar Kali Temple di Calcutta. La storia di questo particolare vermut inizia nel 1844 a Carignano con la nascita di Federico Peliti.

Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Torino specializzandosi in scultura Peliti inizia a lavorare con alcune ditte confettiere vicine a Casa Savoia finché Lord Mayo viceré presso le Indie Britanniche, lo sceglie come chief confectioner — allora Torino era rinomata in tutta Europa per la pasticceria — presso la sua dimora di Calcutta. Le capacità e lo spirito indomito di Peliti danno subito i suoi frutti in terra indiana: sono tempi in cui le decorazioni pompose sono molto alla moda e Peliti colpisce profondamente il Principe di Galles che da quel momento inizia a commissionargli innumerevoli lavori.

Considerato uno degli antesignani del catering – organizzò un suntuoso ricevimento in mezzo alla giungla durante una caccia alle tigri – Peliti realizzò anche una fabbrica del ghiaccio e inaugurò un hotel di lusso citato addirittura da Rudyard Kipling. Oltre ad un progetto di produzione di essenze e conserve alimentari – questo avviato nel natio Piemonte – Peliti trovò anche il tempo di documentare le sue esperienze indiane dedicandosi con passione a un’arte ancora giovanissima, la fotografia, tanto da apparire come fotografo tra i nomi presenti nel catalogo dell’Esposizione Nazionale di Torino del 1898.

L’incredibile storia di Federico Peliti, indomito confettiere, questa settimana su Rivista Savej!