Agostino-della-sala-spada_cover

Nel 2073! Sogni d’uno stravagante

Come sarà Torino nel 2073? Può sembrare una domanda curiosa soprattutto se pensiamo che se la pose nel 1874 un letterato discendente da una nobile casata del Monferrato. Agostino della Sala Spada Bava Bogeri, illuminato del XIX secolo, avvocato e uomo di grande cultura, visse nella sua tenuta a Moncalvo interessandosi di diritto, politica, lingua e storia piemontese. Il suo Nel 2073! Sogni d’uno stravagante inaugurò la fantascienza in Italia e fu un’opera così innovativa da subire diversi plagi da parte di autori italiani e stranieri.

Il libro, oggi quasi introvabile, racconta le avventure di un giovane avvocato che si risveglia nella Torino del 2073 dopo un sonno di due secoli. La Torino del futuro è popolata da uomini e donne vestiti con comodi abiti in tela di ragno, che si muovono per la città su strane carrozze e che possono servirsi in casa di vino corrente, distribuito allo stesso modo dell’acqua e del gas. Si tratta di un mondo senza ideologie, dove si vive in pace, si parla latino e le case sono popolate da macchine a cui vengono affidati i lavori di casa.

Questo romanzo, a metà tra utopia e fantapolitica, rivoluzionò la visione ottocentesca del futuro e anticipò molte invenzioni del XX secolo tra cui l’antifurto elettrico, la lavastoviglie, l’automobile e perfino l’alta velocità! Non stupisce poi tanto il fatto che venne plagiato anche dallo stesso Emilio Salgari nel suo Le meraviglie del duemila.

Facciamo un salto nel futuro immaginato da Agostino della Sala Spada, questa settimana su Rivista Savej!