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Quando il silenzio calò su Maria Teresa Novara

Sono trascorsi più di cinquant’anni da un terribile evento che segnò profondamente la cronaca piemontese: l’omicidio della tredicenne Maria Teresa Novara a Canale d’Alba. Un delitto efferato avvenuto nell’agosto 1969 a seguito di un rapimento e di un sequestro a fini sessuali durato più di otto mesi.

Analizziamo il caso che scosse il Piemonte partendo dal romanzo Il silenzio della collina del torinese Alessandro Perissinotto che con quest’opera ha ottenuto il Premio Internazionale Bottari Lattes Grinzane nel 2019. La maestria di Perissinotto sta nel ricreare l’avvenimento integrando personaggi reali e fittizi, raccontando il dolore attraverso una forma romanzesca che coinvolge ed emoziona e facendo immedesimare il lettore nel clima dell’Italia di oltre cinquant’anni fa.

L’omicidio, mai risolto del tutto, colpisce sia perché fu il primo rapimento di minore attestato nell’Italia repubblicana sia per la zona in cui avvenne, quella delle Langhe, associata spesso a benessere e tranquillità. Fa riflettere soprattutto sul tema, purtroppo molto attuale, del femminicidio e sulla reazione della comunità all’interno della quale un colpevole non venne mai scovato.

Per non dimenticare la vicenda ne parliamo questa settimana su Rivista Savej.