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L’Orto Botanico, il cuore verde di Torino

Nonostante sia un luogo non del tutto noto anche a molti torinesi, l’Orto Botanico di Torino ha una storia antica che affonda le sue origini nei primi decenni del Settecento e si intreccia con quella dei tanti nomi illustri della botanica, non solo piemontese, che nei suoi tre secoli di vita si sono avvicendati tra le sue aiuole e gli alberi ad alto fusto. Oggi passeggiare al suo interno è un po’ come immergersi in un piccolo giardino segreto, tra piante rare e belle viste sul Po e sul Castello del Valentino, ma è anche un modo per compiere un viaggio a ritroso nel passato della città e dell’Università torinese.

Tra le personalità accademiche più importanti che hanno contribuito alla notorietà dell’Orto Botanico in passato non si può non citare Carlo Allioni, considerato tra le figure di maggior rilievo nell’ambito delle scienze naturali della seconda metà del Settecento. Professore di Botanica, tra i fondatori dell’Accademia delle Scienze, Allioni fu amico di Linneo e introdusse tra i primi in Italia la nomenclatura binomia. Nel suo volume Flora Pedemontana, pubblicato nel 1785, compì il primo studio sistematico della flora piemontese descrivendo 2.800 specie individuate in più di vent’anni di esplorazioni floristiche.

Oggi, come alle origini, l’Orto Botanico è prima di tutto un luogo di studio, un importante centro universitario impegnato in progetti di mantenimento della biodiversità e improntato all’attività didattica. Scopriamo la sua storia su Rivista Savej!