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L’instancabile penna di Renzo Chiosso

Il 7 novembre 1896 aprì in Via Po a Torino la Cinematographe Lumière, da quel momento la città sabauda, con la sua ricca produzione cinematografica, divenne la capitale nazionale del cinema muto. In quei prolifici anni emerse rapidamente il nome di Renzo Chiosso, penna infaticabile capace di firmare a suo nome nei primi quattro mesi del 1912 ben sessanta soggetti.

Chiosso non fu solo un prolifico sceneggiatore, ma mise la sua fantasia e la sua abilità di scrittore al servizio degli eredi di Salgari che, nonostante la scomparsa del celebre romanziere, continuarono a pubblicare numerose opere a suo nome.

Di apocrifi salgariani ce ne sono molti, quelli di Renzo Chiosso hanno una storia particolare, che vi raccontiamo questa settimana su Rivista Savej.