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Le sorelle Quaranta, dive del cinema muto italiano

Entrando al Museo Nazionale del Cinema presso la Mole Antonelliana di Torino colpisce immediatamente la vista il grande Moloch, la statua del dio utilizzata per la scenografia del film Cabiria, diretto da Giovanni Pastrone nel 1914, uno dei kolossal più famosi del cinema muto italiano. Quando il film uscì nelle sale grande visibilità venne data alla collaborazione di Gabriele D’Annunzio che per Cabiria scrisse le didascalie che intervallavano le scene del film, ma tra i protagonisti del kolossal spiccava anche un’attrice molto famosa all’epoca per la sua avvenenza, Lydia Quaranta.

Elegante e raffinata, Lydia era in realtà la maggiore di tre sorelle, Letizia e Isabella, che con risultati e modi differenti hanno dedicato la loro vita al cinema e che possono a tutti gli effetti essere definite delle pioniere della Settima Arte.

Lasciatevi ammaliare dalla bellezza raffinata e senza tempo di queste dive silenziose questa settimana su Rivista Savej.

Autrice dell’articolo è Manuela Vetrano alias “La civetta di Torino“.