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La firma nascosta di Luigi Togliatto Amateis

La storia delle firme degli artisti costituisce un capitolo a sè della stessa storia dell’arte: a partire dal Rinascimento, gli artisti avvertirono la necessità di celebrare se stessi nelle loro opere, come ad esempio il pittore fiammingo Jan van Eyck che nel celebre “Ritratto dei coniugi Arnolfini” ritrae se stesso nello specchio convesso presente sullo sfondo dell’opera e immediatamente sopra, sul muro, scrive “Johannes de Eyck fuit hic”, allo stesso modo, in tempi più recenti e in tutt’altro settore, Alfred Hitchcock amava inserire sue apparizioni cammeo nei propri film.

Questo vezzo o esigenza espressiva non ha risparmiato nemmeno il mondo dell’illustrazione, in Piemonte ad esempio, Luigi Togliatto Amateis, originario di Lanzo Torinese e una lunga carriera come grafico pubblicitario alle spalle, amava nascondere in maniera creativa la sigla, “LT” o “LTA” nelle sue illustrazioni dei libri per la gioventù. Troviamo così le sue iniziali sulla prua di un’imbarcazione nella copertina anteriore de I pescatori di balene di Emilio Salgari o sulla copertina dell’antologia latina per le scuole medie Tulliolus romanorum nepos.

La carriera di Amateis fu intensa: partecipò alla realizzazione del primo cartone animato italiano, La rosa di Bagdad del 1949, disegnò il personaggio Texas Bill, ma soprattutto iniziò un’intensa produzione di illustrazioni legate al mondo letterario di Emilio Salgari, sia per l’editore Carroccio di Milano che per la torinese Viglongo.

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