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Invasioni barbariche nei nomi di luogo piemontesi

Eruli, Ostrogoti, Longobardi, furono solo alcune delle popolazioni germaniche che già negli ultimi secoli dell’Impero romano penetrarono i confini per compiere incursioni e razzie. Nel 476 d.C. fu proprio Odoacre, re degli Eruli, a deporre l’ultimo imperatore d’occidente e a stabilirsi in Italia per oltre un quindicennio, seguito poi dagli Ostrogoti di Teodorico. Come i Romani stessi e i popoli a loro precedenti anche le popolazioni germaniche lasciarono tracce della loro presenza in Piemonte. Sono tracce da ricondurre agli ambiti architettonici, tecnologici e culturali e quindi anche linguistici. Proseguiamo quindi il nostro viaggio alla scoperta dei nomi delle località piemontesi proprio con quei toponimi le cui origini sono da ricercare nel periodo successivo alla dominazione romana.

Innanzitutto furono le denominazioni stesse delle popolazioni a influire su alcuni nomi di luogo: Barbaresco ad esempio deriverebbe dal termine generico di “barbari”, Lombardore dai Longobardi, Refrancore dai Franchi. Fara e sala sono poi due voci germaniche – la prima indicherebbe il nucleo di una stirpe e il villaggio, la seconda è riferita alla casa padronale, il cuore della fara – che hanno dato vita a molti nomi di località, tra i quali Fara Novarese, Costafara, Salassa, Saluzzo, Salussola. Dal lessico geografico germanico deriverebbero invece Occhieppo, Ozegna, Olcenengo, e proprio il suffisso -engo trova particolare riscontro in aree del biellese e in Monferrato. Infine, gli stessi nomi personali germanici trovano tracce in luoghi quali Castell’Alfero, Mombaldone, Bollengo, Ingria e molti altri.

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