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Il Vate in Piemonte

Originario di Pescara ma noto fin da giovane in tutto lo Stivale Gabriele D’Annunzio ha lasciato tracce di sé in tutta Italia, tuttavia i rapporti con Torino e il Piemonte rappresentano un terreno meno battuto e, proprio per questo, entusiasmante da percorrere alla scoperta delle mille sfaccettature del mito dannunziano. L’itinerario alla ricerca dei suoi rapporti con la nostra regione può partire dal cibo e in particolare dalla sua passione per i marron glacé e il tartufo; forse il neologismo “tramezzino” fondato dal Vate deriva proprio da un assaggio dei tea sandwich importati dagli USA dai proprietari del Bar Mulassano di Piazza Castello.

Ma ci sono anche tracce più tangibili della presenza di D’Annunzio in Piemonte: un ritratto al Museo del Risorgimento di Torino, i messaggi lasciati sul libro firme dell’Hotel Sitea, la polizza autografa al Museo della Reale Mutua, l’epigrafe sulla facciata del basamento del Faro della Vittoria e anche fotografie d’epoca e cimeli al Museo dell’Artiglieria di Pinerolo. Al Museo del Cinema possiamo ripercorrere la storia di un grande kolossal del cinema torinese, Cabiria, il cui regista, Giovanni Pastrone, si avvalse della collaborazione del Vate proprio per donare al pubblico un’esperienza unica nel suo genere. Dalle numerose comparse nei teatri torinesi fino ai rapporti di amicizia con scultori piemontesi, dalla passione per i motori che lo portò a possedere diverse FIAT e Alfa Romeo all’amicizia con i Savoia scopriamo il lato piemontese del grande scrittore italiano questa settimana su Rivista Savej.