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Il truce massacro dei valdesi del 1655

Non riconoscono il papa, non credono al purgatorio né al celibato dei loro ministri; credono, invece, in un unico Dio, in Gesù Cristo e nello Spirito Santo, e per loro la Bibbia è la sola norma di fede e Gesù l’unico mediatore tra Dio e gli uomini. Questi, in estrema sintesi, sono i valdesi. La loro storia, lunga e complessa, ebbe inizio intorno al 1170 allorché Pierre Valdo, un agiato mercante di Lione, dopo una crisi spirituale si liberò di tutte le proprie ricchezze per vivere secondo i precetti di povertà evangelica. Da movimento interno e ortodosso, Valdo e i Poveri di Lione divennero ostili alla chiesa ufficiale. Nonostante le difficoltà, il loro credo fece proseliti e intere comunità si stabilirono in aree montane e rurali di Francia, Italia, Svizzera, Germania e Boemia. Nel ducato di Savoia i valdesi si concentrarono perlopiù nelle Valli Germanasca, Chisone e Pellice.

Proprio in questi territori, parallelamente alla diffusione del credo protestante, si svilupparono atteggiamenti ostili da parte dei cattolici piemontesi e francesi; repressioni e intolleranze che si acuirono durante la seconda guerra del Monferrato, fino a precipitare nel gennaio 1655 in seguito all’Ordine emanato da Carlo Emanuele II che imponeva a tutti i valdesi residenti in nove località al di fuori dei “luoghi immuni”, di abiurare o abbandonare le loro case (dopo aver venduto i loro beni ai cattolici) e di ritirarsi sui monti, pena la morte.

I primi assedi ebbero luogo il 17 aprile 1655 all’ingresso della Val Pellice tra Luserna e San Giovanni. Mentre schiere sabaude depredavano la bassa Val Pellice, sei reggimenti francesi, per un totale di circa cinquemila militari, confluirono in tutte le borgate della Valle. Queste truppe, tra il 22 e il 27 aprile si abbandonarono a devastazioni e massacri, noti a partire dall’Ottocento come Pasque piemontesi.

Si stima che nella mattanza trovarono la morte 1.712 valdesi, ma è probabile che le vittime fossero molte di più, considerando i fuggitivi e i dispersi. Per quanto coraggiosa, la resistenza valdese non poté molto contro truppe meglio preparate e attrezzate. Ai valligiani piemontesi non rimase che inviare richieste d’aiuto ai governi delle nazioni protestanti, tra i primi a rispondere ci fu il governo inglese guidato da Oliver Cromwell.

La storia di un massacro dimenticato questa settimana su Rivista Savej.