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Il Tesoro di Craveggia

Che cosa ci fanno il manto nuziale di Maria Antonietta e il drappo funebre del Re Sole a Craveggia, piccolo e pittoresco borgo della Val Vigezzo? La storia di questi insoliti, ma preziosi oggetti affonda le sue radici nella storia stessa della Val Vigezzo, che è, tra le altre cose, una storia di emigrazione: tra Cinquecento e Seicento infatti un numero sempre maggiore di famiglie (come i Mellerio, i Borgnis e i Cottini) furono costrette a cercar fortuna in Germania, nelle Fiandre e soprattutto in Francia. Proprio in Francia gli spazzacamini e i laboriosi commercianti vigezzini riuscirono a guadagnarsi la protezione del re Luigi XIII e successivamente del Re Sole. Fu così che i vigezzini emigrati riuscirono ad accrescere i loro commerci e continuarono a mantenere un solido legame con il paese di origine con lasciti e donazioni di oggetti preziosi, che costituiscono quello che oggi è noto come Tesoro di Craveggia.

Custodito presso la sacrestia della chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Cristoforo, essa stessa un gioiello di grande valore architettonico e artistico, il Tesoro è costituito da circa 400-450 pezzi di finissima arte sacra tra cui, oltre ai già citati tessuti regali, spiccano un pugnale in argento dorato e ametiste, un ostensorio con teca in argento sbalzato dorato e la corona della Beata Vergine Addolorata adornata di gemme preziose.

Il borgo di Craveggia, con in suoi tetti e camini in pietra, è a sua volta un tesoro, per questo oggi il Comune e la parrocchia sono impegnati in una complessa opera di valorizzazione di questo immenso patrimonio, che parte dal Tesoro per estendersi all’intero territorio, un piccolo ma prezioso angolo di Piemonte che vi invitiamo a scoprire su Rivista Savej!