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Il progresso secondo Galileo Ferraris

L’8 maggio 1853 si accese la prima lampadina in piazza Palazzo di Città, Torino diventava così la prima città italiana a sperimentare l’illuminazione pubblica notturna, un primato nel campo dell’elettricità che deve sicuramente molto alle scoperte di un illustre piemontese, Galileo Ferraris.

Interessatosi fin da giovanissimo al problema del trasporto dell’energia a distanza, a Ferraris va il merito non solo di aver sviluppato la teoria che ci ha permesso di realizzare i trasformatori, ma anche di aver creato nel 1885 il primo esempio di quello che oggi chiamiamo motore a induzione.

I tralicci che punteggiano le nostre campagne, i tram elettrici e molto altro nacquero proprio grazie alle sue scoperte, che tuttavia lui non volle mai brevettare, convinto che la ricerca scientifica non dovesse essere sottoposta ad alcuna forma di speculazione. Non fu dello stesso avviso Nikola Tesla, che nel 1888 sottrasse a Ferraris la paternità della scoperta del motore a induzione.

Chi ebbe la meglio in quella che può essere considerata una delle prime diatribe in tema di brevetti? Scopritelo su Rivista Savej!