Profeta-mansur

Il profeta Mansur ovvero Giovan Battista Boetti

Per i ceceni, Shaykh Mansur Usurma è un eroe, il primo capo politico-religioso in grado di superare le divisioni tribali e opporsi al gigante russo. Per molti, Usurma era un pastore ceceno, ma già alla fine del Settecento circolavano voci secondo le quali “il famoso profeta Mansur è per certo un rinnegato di nazione italiana”, identificato poi con Giovan Battista Boetti. Ipotesi suggestiva, ma sarà vera?

È certo che la vita di Giovan Battista Boetti è stata affascinante e per certi versi leggendaria. Figlio del podestà di Piazzano nel Monferrato, Boetti inizia fin da giovane una vita raminga per sfuggire a un padre gretto e violento e per inseguire il fascino ammaliatore dell’Oriente. Dopo essere entrato come novizio nel monastero di San Domenico di Ravenna, ottiene l’incarico di missionario a Mosul, nell’Iraq settentrionale, per diventare poi uomo di fiducia del pascià. Tuttavia il suo carattere irruento, unito a un fascino magnetico, gli provocano non pochi problemi e diverse accuse. Dismessa la tonaca e ritornato a una vita da avventuriero, Boetti/Mansur raccoglie intorno a sé una schiera di seguaci, per la maggior parte tartari e circassi, con i quali si scontra contro le truppe russe e crea interno a sé l’immagine leggendaria che è giunta fino a noi.

L’ex-missionario piemontese era davvero l’Imam che la Cecenia indipendente celebra come eroe nazionale? Scopriamolo insieme questa settimana su Rivista Savej!