Frutta-vassoio

Il Museo delle mele eterne

Tra le Presidenze delle Facoltà scientifiche in via Pietro Giuria 15 a Torino troviamo un museo poco conosciuto, spesso passato inosservato, che conserva una raccolta unica al mondo: stiamo parlando del Museo della frutta. Al suo interno è infatti conservata la preziosissima “Collezione Francesco Garnier Valletti”, ma chi era costui? Lo abbiamo definito “il Madame Tussauds della frutta” perché grazie al suo preciso e impeccabile lavoro da ceramista di metà Ottocento possiamo oggi ammirare mele, pere, albicocche, ciliegie, susine, fragole ma anche tuberi e verdure nelle loro varietà dell’epoca, faticando non poco a distinguerle da esemplari reali.

Garnier Valletti, nato a Giaveno nel 1808, fu confettiere prima, ceroplasta poi, noto fino alla corte dello Zar di Russia per i suoi lavori. Costretto a tornare in Italia dopo collaborazioni con diversi reali d’Europa viene contattato da Auguste Burdin per la realizzazione di un grande museo pomologico: il suo ruolo sarebbe stato quello di riprodurre in modo più realistico possibile tutte le varietà dei frutti coltivati nei vivai torinesi e non solo. Se oggi utilizziamo quotidianamente il termine “biodiversità” scopriamo che all’epoca un approccio simile era già emerso e ci aiuta oggi a rilanciare varietà di frutti antichi che si stanno lentamente perdendo.

Percorrere oggi il Museo ammirando la collezione in cera di Garnier Valletti che fa capolino dalle vetrine originali dell’Ottocento ci permette di scoprire, come se fosse cristallizzato nel tempo, un mondo che non c’è più e di cui rimangono come muti testimoni le sue immortali creazioni. Scopriamo la storia del Museo della Frutta e di un uomo caparbio, un po’ artista e un po’ scienziato su Rivista Savej!