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Il mistero della Sacra Sindone

A soli cinque anni dall’ultima ostensione, l’11 aprile di quest’anno, la Sacra Sindone è stata nuovamente esposta, in via del tutto eccezionale vista la gravità del momento storico che stiamo attraversando, accompagnata da una liturgia di preghiera e contemplazione, trasmessa sia in diretta televisiva sia sui canali e le piattaforme social, rinfocolando così l’attenzione, peraltro mai sopita, sulla reliquia più famosa e venerata, ma anche più discussa e divisiva della cristianità. Sebbene i test al Carbonio-14 del 1988 abbiano stabilito l’origine medievale della Sindone, i quesiti sollevati dal sudario sono sempre più numerosi rispetto alle risposte fornite.

Cos’è la Sindone? Cosa si vede? E qual è la sua storia? Sono solo alcune delle domande a cui moltissimi studi cercano di dare una risposta: tracce ematiche, pollini di piante provenienti da territori diversi, gocce di metallo presenti nella trama del tessuto e tecnica di tessitura ci raccontano molto delle vicissitudini vissute dal Sacro Lino, come il fatto di essere stato salvato, nel dicembre del 1532, dall’incendio divampato presso la Sainte-Chapelle di Chambéry o di aver viaggiato per molti anni a seguito della Corte Savoia per poi trovare a fine Seicento definitiva collocazione nella Cappella del Guarini a Torino.

Tra devozione e scienza, a che punto sono gli studi sul telo più enigmatico della storia? Questa settimana su Rivista Savej!