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Il latino nei nomi di località piemontese

Alla fine del III secolo a.C. i Romani iniziarono la conquista dei territori oggi piemontesi. Le popolazioni preromane vennero influenzate fortemente dagli usi e dai costumi dei conquistatori tanto da farli pian piano propri. Questo processo di latinizzazione coinvolse tutti gli aspetti della vita quotidiana compreso il linguaggio che subì un’influenza preponderante dalla lingua latina. I Romani impararono dalle popolazioni autoctone diversi nomi di luogo che spesso vennero mantenuti o latinizzati. Ma l’amministrazione romana fu anche grande creatrice di spazi, e di conseguenza di nomi, legati ad esempio alla centuriazione del territorio, alla assegnazione delle terre ai veterani e allo sviluppo stradale.

Vi sono nomi augurali come Valentia (Valenza) e Pollentia (Pollenzo, frazione di Bra), nomi legati alla funzione che aveva un determinato luogo come Asti la cui derivazione da Hasta indica lo strumento utilizzato per le vendite dei beni confiscati ai nemici sconfitti, altri ancora hanno origine dai nomi diimperatori, generali e popoli: Alba da Alba Pompeia e Augusta Bagiennorum oggi Bene Vagienna (CN). Lo straordinario sistema stradale romano ha poi dato il nome a numerose località piemontesi: in questi casi il toponimo indicava la distanza in miglia rispetto alla città importante più vicina. È il caso di Dusino, Settimo Torinese, Quinto Vercellese, Treiso e molti altri.

La cultura e l’organizzazione latina diedero un’impronta considerevole al nostro territorio e ancora oggi, senza accorgercene, utilizziamo, per indicare luoghi a noi noti, denominazioni che hanno avuto origine più di duemila anni fa. Scopriamo le località piemontesi i cui nomi derivano dal latino, questa settimana su Rivista Savej!