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Il canto rivoluzionario di Nino Oxilia

I tre inni nazionali che si sono avvicendati negli ultimi due secoli sono indissolubilmente legati alle tre forme di governo della nostra storia moderna: la Marcia alla monarchia sabauda, l’Inno di Mameli alla Repubblica e Giovinezza al ventennio fascista. Torino, culla del Risorgimento da cui scaturì l’unificazione nazionale, è stata anche la fucina musicale che ha prodotto il “tris” delle colonne sonore dello Stato. La Marcia nacque negli anni Trenta dell’Ottocento dal Maestro torinese Giuseppe Gabetti, primo violino del Teatro Regio, mentre l’Inno di Mameli scritto dal genovese Goffredo Mameli fu musicato a Torino dall’amico e concittadino Michele Novaro, tenore al Regio.

Fu nel 1909 che il torinese Nino Oxilia compose L’Inno dei Laureandi, meglio conosciuto come Giovinezza per una festa degli studenti di Legge dell’anno accademico 1908/09. Il successo del canto fu immediato e dalla versione originale scaturirono numerose alternative legate inizialmente ai reparti d’assalto durante la Prima guerra mondiale poi ai legionari di D’Annunzio, infine al regime fascista che lo trasformò nell’inno trionfale del partito. Il suo trionfo è legato al nuovo ideale di gioventù che pone le sue radici nella Rivoluzione francese del 1789 ma che venne fortemente influenzato anche dal Futurismo nato proprio nel 1909. Ideato per una serata studentesca torinese Giovinezza fu cantato da ogni parte politica nei principali eventi storici italiani della prima metà del Novecento.

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