Moti-torino-1821-cover-1-e1615367447694

I moti del 1821 in Piemonte

Sono le ore 20 del 6 marzo 1821 quando Santorre di Santa Rosa, Giacinto Provana di Collegno, Carlo Emanuele Asinari di San Marzano, Guglielmo Moffa di Lisio e Roberto d’Azeglio incontrano Carlo Alberto per pianificare un’azione militare che ha lo scopo di dichiarare guerra all’Austria. In realtà i moti insurrezionali del 1821 verranno repressi nel giro di qualche settimana lasciando ferite profonde.

Molti dei protagonisti, le cui idee patriottiche portarono all’insurrezione, si videro costretti all’esilio. Questa schiera di esuli forzati segnò in modo irrimediabile un’intera generazione di intellettuali piemontesi alla quale si aggiunge chi, come Carlo Vidua, in esilio ci andò volontariamente spinto dall’incontenibile voglia di esplorare il mondo.

Se le tracce delle vicende dei moti si possono incontrare nei monumenti delle città piemontesi – come ad esempio nelle lapidi della Cittadella di Alessandria o nell’obelisco di Piazza San Salvario a Torino – è meno semplice scoprire quelle dei protagonisti. A duecento anni da quegli avvenimenti raccontiamo le storie di alcuni di questi eroi romantici, spesso dimenticati, e dei loro epiloghi tra chi riuscì a tornare e chi invece morì lontano dalla madrepatria. 

I protagonisti dei moti del 1821 questa settimana su Rivista Savej!