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I (falsi) pirati del Lago Maggiore

Tesori nascosti, antichi castelli su isole infestate, ciurme di pirati spietati: leggende che popolano non i Caraibi ma i Castelli di Cannero sul Lago Maggiore, ma sarà davvero andata così? Non proprio! I Castelli di Cannero sono tre isolotti al largo della Riviera del Cannero presso Cannobio che prendono il nome dalle rovine che si innalzano sopra le acque del lago. Le mura e i bastioni che si possono ammirare ancora oggi sorgono sui resti della Rocca Malpaga, presunto rifugio di una famiglia di pirati che nel quindicesimo secolo popolò la zona, i cosiddetti Mazzarditi. Cinque fratelli che, secondo il folklore locale, seminarono il terrore su tutto il lago finché Filippo Maria Visconti non inviò un esercito a sconfiggerli.

Studiando bene le fonti, la loro vicenda si inserisce nel contesto della lotta tra Guelfi e Ghibellini che tanto infiammò il territorio dei laghi Maggiore e Como. In questo stato di guerra civile i Mazzardi – questo il loro vero nome – raccolgono un piccolo esercito privato, prendono Cannobio ed espandono la propria influenza sulla costa del lago, Cannero si schiera volontariamente con loro. Stupisce che questi “pirati” lascino ad agire le amministrazioni locali senza ingerenze negative e che invece fortifichino le zone con torri, fortezze e roccaforti. La popolazione ne tollererà la presenza per quasi un decennio e anche dopo il lungo conflitto con i Visconti, dal quale usciranno perdenti, gli verrà imposto l’esilio ma riconosciuto il possesso dei beni. Tutto lascia presumere dunque che i cinque fratelli non fossero pirati ma solo vittime di una storia creata ad arte che narra di vascelli fantasma e incredibili ricchezze ancora disperse sui fondali del nostro lago.

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