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Giovanni Battista Quadrone, “iperrealista” dell’Ottocento

Se pensassimo a un quadro che rappresenta una scena di caccia quasi sicuramente ne ricorderemmo uno di Giovanni Battista Quadrone, pittore monregalese di fine Ottocento noto per la particolarità dei suoi temi e la precisa e realistica tecnica di rappresentazione delle scene. Pur essendo legato al Piemonte – e alla Sardegna – fu un artista che seppe farsi affascinare e influenzare anche dall’”altrove” ricercandolo non in paesi lontani, come molti pittori a lui contemporanei, ma negli angoli meno noti della propria nazione. Oltre ai quadri a tematica venatoria, Quadrone dipinse scene in costume, paesaggi e personaggi della Sardegna e del Piemonte, animali (oltre ai cani di razza anche cavalli, bestiame, uccelli selvatici) e personaggi del mondo del circo.

Originario di Mondovì e proveniente da una famiglia agiata, Quadrone fu un pittore piuttosto prolifico – circa una sessantina le opere realizzate – che venne ignorato dai critici a lui contemporanei e stroncato da quelli del secolo successivo soprattutto per la sua adesione alla sottostimata pittura di genere, per questo furono pochissime le mostre a lui dedicate. A seguito di un breve soggiorno parigino, dove ebbe modo di approfondire il lavoro di Jean-Louis-Ernest Meissonier e del suo allievo spagnolo Eduardo Zamacois y Zabala, entrambi rappresentanti di primo piano della pittura a tema storico e di costume, lo stile di Quadrone si definisce del tutto assumendo l’incredibile dettaglio come tratto caratteristico.

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