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Gim, l’uomo che piantava gli alberi

Cosa hanno in comune la Riserva Naturale della Val Sarmassa, nel sud Astigiano, con gli Inuit e le miniere d’oro del Canada? All’apparenza nulla, eppure il legame riguarda un signore, recentemente scomparso, di nome Giovanni “Gim” Giolito. Grazie ai circa ventimila germogli da lui messi a dimora in oltre 45 anni tra il Piemonte e i confini con la Liguria possiamo definirlo la versione piemontese de L’uomo che piantava gli alberi, il romanzo di Jean Giono.

Nato e residente a Nizza Monferrato la prima parte di vita di “Gim” è legata a stretto contatto con la natura e la sua straordinaria competenza riguardo il mondo delle erbe lo porta a collaborare con negozi ed erboristerie tra Piemonte e Lombardia. Il suo spirito avventuroso e le condizioni di certo non rosee dell’Astigiano negli anni precedenti al boom economico lo inducono a partire per il Canada. Sarà solo la prima delle esperienze all’estero che condurranno Gim in Alaska a contatto con i nativi americani, sulle baleniere nel Pacifico e infine in Cile.

Tornato in Italia “per evitare il rischio di sposarsi” Gim dedica il suo tempo tra natura e casinò continuando a coltivare piante fino alla sua scomparsa, avvenuta tra il 2009 e il 2010. In un appezzamento di terra l’Ente Parchi astigiani ha creato un giardino di piante aromatiche a suo ricordo, un ricordo che viene trasmesso anche dalla memoria collettiva degli abitanti della zona e dal libro Le Stagioni di Gim di Laura Nosenzo.

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