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Franco Andrea Bonelli, l’entomologo precursore di Darwin

E se vi dicessimo che uno scienziato originario di Cuneo introdusse in Piemonte e in Italia il concetto di evoluzione delle specie circa cinquant’anni prima l’uscita degli studi di Charles Darwin? Si tratta di Franco Andrea Bonelli ornitologo ed entomologo italiano che, riflettendo nei suoi diari personali, pose qualche dubbio sulle teorie dell’origine delle specie a lui contemporanee.

Fin da giovane appassionato di storia naturale, Bonelli iniziò a collezionare insetti e uccelli stringendo contatti con numerosi naturalisti italiani e stranieri. Dopo la stesura di alcuni saggi dedicati ai coleotteri e all’ornitologia Bonelli diventò membro della Reale Società Agraria di Torino, professore di zoologia all’Università di Torino e ottenne un seggio all’Accademia delle scienze. Un’esperienza a Parigi gli permise di conoscere Georges Cuvier – massima gloria scientifica francese di quei tempi nonché l’uomo che Darwin considererà come modello anni dopo – e Jean-Baptiste de Lamarck: entrambi influenzarono molto il pensiero scientifico ed evoluzionistico di Bonelli.

Oltre ad aver raccolto una delle più grandi collezioni di ornitologia in Europa e aver scoperto numerose nuove specie Bonelli sviluppò la sua teoria dell’evoluzione senza darne risonanza: i tempi non erano ancora maturi e la forte influenza religiosa lo avrebbero posto in una posizione scomoda. Dalla sua morte, avvenuta nel 1830, dovettero passare altri tre decenni prima che si tornasse a parlare di evoluzione delle specie a Torino e nel resto d’Italia. Le sue teorie inoltre troveranno notorietà solamente un secolo dopo grazie al contributo di uno zoologo di Torino, Lorenzo Camerano.

Scopriamo l’entomologo cuneese e il suo contributo alla scienza questa settimana su Rivista Savej!