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“Filibus”, il misterioso pirata del cielo

È il 1915, il cinema sta muovendo i suoi primi passi, trasformandosi da curiosità tecnologica a strumento di intrattenimento di massa quando la Corona Film, casa di produzione torinese fondata da Umberto Corona, decide di mettere in cantiere uno dei primi action-thriller italiani, Filibus, affidando la sceneggiatura a Giovanni Bertinetti, noto autore di apocrifi salgariani.

Riscoperto in tempi recenti, dopo essere stato dimenticato a causa dello scoppio della Grande Guerra e delle critiche non troppo favorevoli, Filibus è una pellicola straordinaria e assolutamente in anticipo sui tempi. Protagonista del film è un misterioso super-criminale mascherato, Filibus appunto, che dal suo dirigibile pianifica audaci crimini facendosi beffe della morale e che, nel colpo di scena finale, si rivelerà essere una donna. E che donna!

In un’Italia di inizio Novecento in cui le donne rivestono nella vita di tutti i giorni una posizione subordinata rispetto all’uomo, Filibus anticipando di quindici anni la famosa scena in abiti maschili di Marlene Dietrich in Morocco (1930), mette in scena la prima eroina “gender fluid” (diremmo oggi) della storia del cinema, non esita a flirtare con tematiche scopertamente omosessuali e presenta l’immagine di una donna che ha perfettamente controllo della società in cui vive.

Un pezzo della storia del cinema che si è fatta a Torino, e che nonostante le disavventure rifiuta di farsi dimenticare, questa settimana su Rivista Savej!