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Fantastico e immaginario all’ombra della Mole

Per parlare di fantastico e immaginario a Torino, quella che Gustave Flaubert descrisse come “la città più noiosa del mondo”, non esiste persona migliore di Franco Pezzini, studioso di narrativa di genere e autore di numerosi saggi, al quale si deve la fondazione del Club Villa Diodati, che riunisce sotto un’unica bandiera realtà diverse legate ai temi dell’orrore e della fantascienza.

Torino è stata per secoli una città di passaggio, ben lontana dall’eccitante clima parigino che respirava l’autore di Madame Bovary, eppure, a partire dal boom economico degli anni Sessanta, si consolida il mito di una città magica che respira insieme utopie giovanili, reazioni sghembe a un mondo tecnologizzato, sogni e incubi di travasi culturali. La cultura pop torinese ha trovato nel tempo spazi di riconoscimento come un Museo del Fantastico e della Fantascienza figlio dei sogni di un intellettuale come Riccardo Valla, un Festival cinematografico dell’Orrore riconosciuto internazionalmente come il TOHorror, una Libera Università dell’Immaginario che organizza corsi gratuiti su autori classici e gotici.

Le parole di Franco Pezzini, intervistato da Rivista Savej, ci portano a riflettere sull’importanza dell’identità individuale e collettiva, sull’immaginario come spiegazione di realtà fondanti di un mondo e sul futuro della narrativa popolare.

Come si è riscattata una città di passaggio come Torino e cosa attira i torinesi verso l’immaginario? Scopriamolo insieme questa settimana su Rivista Savej!