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Enrica Fiandra, un’archeologa anticonformista

Enrica Fiandra è nota a livello internazionale per essere stata la prima a studiare le cretule – palline di argilla decorate utilizzate per la gestione dei beni commerciali tra il IV e il I millennio a.C. nel Mediterraneo – non dal punto di vista estetico ma da quello funzionale, scoprendone le funzioni contabili e di immagazzinamento in società ancora prive di scrittura. Ma fu anche tra le prime a occuparsi del censimento di pannelli in gesso decorati a rilievo, utilizzati dal XVIII secolo fino ai primi anni del Novecento per decorare i soffitti delle cascine piemontesi.

La Fiandra nasce a Chieri nel 1926, si laurea alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino e parte per il suo primo scavo archeologico nel 1954 in Turchia. Un anno dopo diventa la prima donna a ricoprire il ruolo di Ispettrice ai Monumenti d’Italia. La sua carica non le impedirà di proseguire i suoi studi e la sua esperienza ad Atene e di effettuare scavi anche a Creta e in Libia. Nel 1990 fonderà il CIRAAS (Centro Internazionale Ricerche Archeologiche, Antropologiche, Storiche).

La storia di Enrica Fiandra è quella di una donna caparbia, curiosa, anticonformista e impermeabile alle critiche; la sua vita professionale è contraddistinta da una totale libertà di ricerca e da una grande varietà di interessi. Nonostante il settore dell’archeologia e dei beni culturali fosse a quei tempi appannaggio maschile, Enrica Fiandra non si lasciò mai intimidire sostenendo che se una donna vuole una cosa, la otterrà.

La sua storia questa settimana su Rivista Savej!