Dostoevskij-cover-e1599030798549

Dostoevskij nell’odiosa Torino

Giugno 1857. Un giovane e ancora poco conosciuto Lev Tolstoj passeggia per le vie di Torino, una città a suo avviso in cui “dovunque si può vivere e bene” restando impressionato dai musei e dall’unico parlamento legiferante in tutta la Penisola, parole meno lusinghiere verranno invece riservate alla città qualche anno dopo da un altro grande scrittore russo Fëdor Michajlovič Dostoevskij.

Nel settembre del 1863 infatti Dostoevskij arrivò a Torino in compagnia di Apollinarija Prokof’evna Suslova, una giovane donna di cui era profondamente innamorato e dopo aver perso moltissimo denaro a Wiesbaden a causa del suo vizio del gioco. Oberato dai debiti e turbato da gravi pensieri, lo scrittore russo confesserà al fratello in una lettera di essere in Italia con il solo fine di scrivere un romanzo (senza specificare se si trattasse de Il giocatore o di Delitto e castigo) e senza nascondere la sua fretta di abbandonare l”odiosa” e “noiosissima” Torino.

Molti elementi autobiografici e alcuni avvenimenti di quell’estate del 1863 appariranno nel suo romanzo breve Il giocatore, ma davvero le impressioni di Dostoevskij su Torino furono così negative? Scopritelo questa settimana su Rivista Savej!