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Don Molas, dalla Guerra del Chaco alla Resistenza astigiana

Molte sono le storie di personaggi incredibili che durante la Seconda guerra mondiale hanno dato prova di coraggio, umiltà e sacrificio. Se alcuni di questi individui sono più o meno noti altri sono rimasti in disparte e le loro vite mai narrate. Tra questi la figura di José Domingo Molas, sacerdote paraguaiano la cui vicenda tocca da vicino le colline astigiane durante gli anni del secondo conflitto mondiale. Don Molas aveva alle spalle già un’esperienza vissuta al fronte: nel 1932 partì come cappellano militare per la Guerra del Chaco, una delle più cruenti del continente – vi caddero oltre novantamila uomini tra boliviani e paraguaiani – dove per tre anni assistette i feriti e recuperò i corpi dei caduti. Dopo queste terribili vicende, che lo segnarono nel profondo, Molas giunse in Italia nel 1938 svolgendo compiti di animatore all’Oratorio salesiano di Castelnuovo Don Bosco.

Negli anni più caldi del conflitto mondiale Molas si interessò personalmente allo scambio di prigionieri, alle trattative con i tedeschi e alla mediazione tra le formazioni partigiane della zona e i comandi nazisti di Torino e di Asti facendo evitare in moltissime occasioni rappresaglie e inutili spargimenti di sangue. Sprezzante del pericolo, Molas faceva la spola tra Asti, Torino e Castelnuovo con la sua Fiat 1100 rischiando la vita tra bombardamenti e mitragliamenti. Lasciò l’Italia nel 1949 per prestare servizio a Montevideo fino alla morte avvenuta nel 1984. La figura di Molas è riemersa dai meandri della Storia solo di recente grazie alle testimonianze di chi lo aveva conosciuto, alle sue memorie trascritte in un diario e ai suoi resoconti. La storia di un eroe di guerra tra due mondi questa settimana su Rivista Savej!