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Dal “bric” al “truc”, i nomi delle montagne piemontesi

Raccontando di toponimi e nomi di luogo piemontesi ci siamo sempre incamminati nel sentiero della storia prendendo in esame voci pre-romane, latine, di origine germanica e celtica fino ad arrivare al Medioevo. Aspetti altrettanto interessanti nell’ambito dell’origine dei nomi di luogo ce li offre la geografia e, in particolare, i rilievi considerando che ben il 55% del territorio regionale è classificato come montano (cioè al di sopra dei 700 m di altezza). Nella maggior parte dei casi i nomi che designano una cima sono costituiti da un elemento lessicale che vuole o voleva dire “rilievo” accompagnato talvolta da un secondo elemento, detto specificatore, che descrive qualche caratteristica relativa allo spazio denominato.

Oltre ai più diffusi bric e truc – ne sono esempi Bric Volpat, Bric dell’Olmo, Trucco Vudrand e molti altri – il piemontese ha acquisito molte altre denominazioni come ad esempio munt, dal latino montem, come Mondorosso e Bricco Pian del Mondo. In certi casi il nome di un rilievo è costituito da due voci che esprimono entrambe l’idea di altura: Bric del Cucuc, Monte Cucco e Punta Aguglion ad esempio. Qualità fisiche e geologiche, colori ed esposizione a sud o a nord sono invece caratteristiche di una cima che possono fare la differenza nella scelta del nome: abbiamo quindi Punta Acuta, Rocca Lunga, Monte Rosso, Rocca Nera e molti altri. Insomma, la montagna è forse il tratto più caratteristico della nostra regione e approfondire l’origine dei nomi delle nostre cime può avvicinarci ancor di più al territorio piemontese.

Dal Monviso al Monte Rosa scopriamo insieme i toponimi delle montagne piemontesi questa settimana su Rivista Savej!