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Dalle bombe al museo: la rinascita dell’arte moderna alla GAM

Tra il 1940 e il 1945, durante la seconda guerra mondiale, Torino fu sottoposta ad una lunga serie di incursioni aeree e molte zone della città furono danneggiate profondamente dalle bombe. Anche l’edificio che ospitava le collezioni della Galleria Civica d’Arte Moderna fu bombardato e parzialmente ridotto in macerie.

Finita la guerra, si decise di costruire un edificio totalmente nuovo. Quella che venne realizzata fu una architettura avveniristica“moderna” ed “europea”, come titolano i quotidiani di quei giorni.
Inaugurata il 31 ottobre 1959, la Galleria, progettata da Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, si sviluppa in tre corpi, ha le pareti esterne inclinate e si inserisce diagonalmente nell’isolato, seguendo l’asse eliotermico, un principio che i progettisti adottano per intercettare la luce solare e per ricavare a terra un giardino. Bassi e Boschetti, in questo modo, hanno rotto la maglia ortogonale, razionale e ordinata della città.

Dalle bombe al museo ripercorre la storia della ricostruzione della GAM e della rinascita dell’arte moderna in Italia, all’uscita del ventennio di autoritarismo e isolamento che il regime fascista, aveva imposto.
Le oltre 60 opere esposte sono intercalate da 90 fotografie d’epoca e da un’ampia selezione di tavole e disegni d’architettura, lettere e documenti originali. Lungo il percorso espositivo, poltroncine, tavoli, sedie e lampade ricostruiscono alcuni degli arredi originali della Galleria, documentando la ricerca del design di quegli anni.

Per approfondimenti sulla mostra, visitare il sito della GAM.