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Da Torino al CERN, studiando l’infinitamente piccolo

“Penso che la fisica sia una disciplina molto creativa. Necessita di avere continuamente idee originali, di essere ingegnosi per trovare soluzioni diverse, ma senza mai perdere il rigore matematico e scientifico.
– Chiara Mariotti

Tra le grandi scoperte scientifiche dell’ultimo decennio quella del bosone di Higgs può indubbiamente essere annoverata tra le più significative. Nel team di ricerca che per numerosi anni si è prodigato per giungere a questo importante risultato figura anche una ricercatrice piemontese, la dottoressa Chiara Mariotti.

Da sempre affascinata dall’infinitamente piccolo, Chiara Mariotti lavora al CERN dagli anni Ottanta e ha fornito contributi importantissimi a numerosi esperimenti riguardanti la fisica delle particelle. Questa disciplina indaga sulle particelle elementari, cioè indivisibili, e su come interagiscano tra di loro al fine di poter comprendere meglio le leggi della natura e dell’Universo. Grazie al suo lavoro, nel 2018 la professoressa è stata insignita di un importante premio assegnato alle scienziate che si sono distinte in modo particolare nel loro campo: l’Emmy Noether.

Abbiamo chiesto alla professoressa torinese quanto sia importante lavorare in team nel suo ambito, se sia difficile rapportarsi con le centinaia di persone coinvolte in esperimenti internazionali, come una scoperta di così grande portata abbia cambiato la sua vita, quali saranno le sfide delle prossime generazioni di scienziati, quale sia la passione che la vede impegnata nel tempo libero e molto altro ancora. Il contributo di un’importante scienziata piemontese su Rivista Savej!