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Cronache del ghiaccio e del mare

In Piemonte crescono tremilacinquecento specie di piante native, più che in qualsiasi altra regione italiana, e ciò è dovuto essenzialmente alla diversità geologica, climatica e idrografica della nostra regione che comprende infatti una fittissima rete di fiumi, torrenti, laghi, una raggiera di valli, montagne e zone pedemontane e collinari, alcune di queste – ci riferiamo soprattutto al Cuneese – influenzate dall’aria umida e tiepida del Mediterraneo. Questa incredibile biodiversità permette di osservare nelle nostre valli numerosi endemismi, ovvero specie esclusive di determinate aree, impossibili da ritrovare altrove. Possiamo citare ad esempio la Saxifraga florulenta abbarbicata nelle rocce silicee in alta quota o la Berardia lanuginosa che a livello genetico non assomiglia a nessun’altra pianta europea.

Si tratta di piante molto rare che nel corso dei secoli hanno viaggiato, sono mutate adattandosi nel tempo ma che oggi devono affrontare una grave minaccia, quella dell’emergenza climatica. La velocità con la quale si stanno alzando le temperature globali non è paragonabile ai lentissimi cambiamenti avvenuti nelle varie ere geologiche che permisero alle piante un adattamento e la sopravvivenza. Oggi il rischio di perdere per sempre alcuni esemplari vegetali che contraddistinguono la nostra regione è purtroppo sempre più concreto. Per salvare la ricchezza e bellezza della biodiversità piemontese serve l’impegno di tutti o rischieremo di non poterla più difendere dall’impatto dell’uomo.

Scopriamo le piante rare piemontesi e le peripezie che hanno affrontato durante i secoli questa settimana su Rivista Savej!