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Cosma Manera: al comando degli Irredenti

Nell’aprile del 1920 sbarcarono nel porto di Trieste tre piroscafi carichi di soldati italiani, ex prigionieri di guerra, salvati grazie al maggiore dei carabinieri Cosma Manera. Pochi conoscono quest’ufficiale che tra il 1916 e il 1920 realizzò un’impresa epica: riportò a casa dalla Russia, in condizioni estreme, circa 10.000 uomini. Si trattava degli “italiani irredenti”, vale a dire soldati di origine italiana provenienti da quei territori ancora sotto controllo dell’Impero austro-ungarico che, inviati sul fronte russo, erano stati fatti prigionieri.

La Missione Italiana in Siberia aveva lo scopo di trovare, recuperare e rimpatriare gli irredenti, ma con lo scoppio della Rivoluzione Russa nel 1918, la situazione si fece critica e sempre più pericolosa per gli italiani. Cosma Manera decise allora di puntare verso la Concessione Italiana di Tientsin in Cina, affrontando un viaggio di migliaia di chilometri in pieno inverno siberiano, all’interno di un paese devastato. La traversata non solo si concluse con successo, ma permise a Manera di allacciare dei contatti con i cosiddetti “Russi Bianchi” e riorganizzare il proprio contingente di irredenti in una unità ben istruita e forte, la “Legione Redenta” per impiegarla in appoggio alle attività degli alleati.

Le imprese di questo illustre italiano e la storia di un viaggio leggendario, questa settimana su Rivista Savej.