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Avvistate le balene al largo delle Langhe!

La balena è uno degli animali marini che più hanno affascinato l’uomo, l’enorme mole di questo cetaceo ha infatti ispirato leggende, storie e alcune delle più belle pagine della letteratura. Come ebbe modo di scrivere Cesare Pavese nell’introduzione alla traduzione italiana di Moby Dick, la balena per Melville è “la quintessenza misteriosa dell’orrore e del male dell’universo”, ma allo stesso tempo il suo ventre è attrazione per il vuoto, per l’oscuro ed è anche scoperta: Giona rimane nel ventre del “grande pesce” per tre giorni e Pinocchio vi ritrova al suo interno il padre Geppetto scomparso da anni.

Il fascino verso quest’enorme cetaceo è rimasto pressoché immutato nel tempo, come conferma la scoperta a Valmontasca (frazione di Vigliano d’Asti) di uno scheletro quasi del tutto intatto di balenottera risalente al Pliocene. L’incontro a distanza di milioni di anni con quei resti fossili è l’incontro con una storia e un paesaggio oggi inimmaginabile, infatti dove oggi svettano lussureggianti colline, milioni di anni fa c’era il mare!

Ma la Viglianottera, così è stata ribattezzata questa balena preistorica, non è l’unico cetaceo ad aver affascinato i piemontesi: negli anni ’50 in piazza Arbarello a Torino un immenso scheletro di balena dominava il paesaggio. Come si è “spiaggiata” ai piedi della Mole?

Se abbandonate il terrore e vi lasciate trasportare dalla curiosità, entrate con noi nel ventre della balena questa settimana su Rivista Savej!