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La casata Falletti nelle terre di Langa

Viene naturale associare le Langhe alla grande casata dei Falletti ma chi erano davvero e come hanno ottenuto terre, potere e denaro per oltre sei secoli di storia? Per raccontarli bisogna destreggiarsi in un insieme di vicende intricate che attraversano il tempo e lo spazio, tra i cui meandri si snodano operazioni finanziarie, manovre di potere, castelli, acquisizioni terriere e alleanze politiche che, nel loro insieme, porteranno questa famiglia nella più alta schiera della nobiltà piemontese fino al XIX secolo.

I Falletti riuscirono a costruirsi un grande patrimonio terriero principalmente in due modi: da una parte, l’acquisto di beni allodiali, ossia in piena proprietà, e, dall’altra, grazie al prestito di denaro a signori, comunità ed enti monastici che poi dovevano rinunciare a castelli, feudi e diritti signorili per saldare i propri debiti coi Falletti. Si servirono del primo mezzo per acquisire Barolo e del secondo per Serralunga, Castiglione (Falletto), Benevello, Pollenzo, Bra, Pocapaglia e La Morra.

Non sempre fortuna e successo hanno coronato le imprese dei Falletti: sconfitte, successioni, dispute e divisioni interne iniziarono a minare l’unità della casata già dal 1347 in seguito alla battaglia del Gamenario del 1345. Ma sarà solo con la morte di Tancredi Falletti, il 4 settembre 1838, che la famiglia si estinguerà lasciando dietro sé un passato ricco di storia e legami con le nostre amate Langhe. Scopriamo successi, lotte e divisioni della casata dei Falletti questa settimana su Rivista Savej.