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Lorenza Zambon, così uniamo il teatro alla natura

Mi accorgo che in molti hanno perso l’abitudine a vedere il mondo che hanno sotto casa. In particolare siamo ciechi alle piante, le crediamo esseri inanimati, laddove saper cogliere la vita nel suo complesso è fondamentale.
– Lorenza Zambon

Si può fare un teatro “fuori dal teatro” coesistendo con la natura e l’ambiente che ci circonda? Ne abbiamo parlato con Lorenza Zambon, attrice e autrice di origini venete ma astigiana dagli anni Ottanta che, insieme ad un gruppo di artisti, è la fondatrice della Casa degli Alfieri, un raro e riuscito caso di residenza artistica tra le colline del Monferrato. In questa sede è stato progettato un percorso unico nel suo genere che ha portato alla creazione di spettacoli, testi e rassegne teatrali in cui la natura è protagonista.

Il periodo della pandemia ha messo a dura prova l’intero settore dello spettacolo ma i mesi di chiusura forzata hanno anche permesso di ideare e pianificare nuovi spettacoli teatrali, nuove sfide da affrontare per ripensare il teatro uscendo dai contesti tradizionali. L’aspetto legato al rispetto per l’ambiente è un tema molto sentito ma che ancora non ha portato a decisioni concrete, sensibilizzare usando la recitazione come mezzo può essere un buon metodo per raggiungere obiettivi sempre più urgenti.

Impegnata in molti spettacoli estivi nei comuni piemontesi e non, Lorenza Zambon ci offre un punto di vista alternativo al teatro classico ideato anche grazie alla lunga esperienza con Judith Malin, attrice e regista teatrale scomparsa nel 2015, e affinato con l’esperienza della Casa degli Alfieri. Le parole di un’artista progressista alla scoperta del teatro in natura, su RivistaSavej!