Rivista Savej #08

Inutile illudersi che alcuni avvenimenti appartengano unicamente al passato: percorrere i sentieri della memoria è importante ancor più adesso, in questi “giorni di fuoco” che il mondo sta vivendo. A partire dalle atrocità riportate alla luce dall’Armadio della vergogna che oggi si stanno ripetendo e che nuovamente si tenta di occultare. Tra queste la terribile strage di Meina, gli incendi di Boves, l’efferato caso della famiglia Ovazza; atti terribili commessi nel passato ma che è doveroso ricordare.

E che dire delle memorie e delle testimonianze che ci narrano di emigrazioni, mestieri stagionali, passaggi clandestini e contrabbando tipici delle vallate alpine per evitare la fame nei lunghi mesi invernali avvenuti un secolo fa tra Piemonte e Francia, ma oggi incredibilmente attuali. La facoltosa famiglia novarese dei Faraggiana, grazie alla passione per la fotografia, ha tramandato invece il racconto dello sfruttamento del lavoro minorile immortalando per sempre i volti di piccoli spazzacamini di sei o sette anni che, grazie al corpo esile e minuto, riuscivano a infilarsi nelle bocche nere dei camini sul finire dell’Ottocento.

Il ricordo si anima anche grazie ai romanzi e ai racconti di uno dei più grandi scrittori del Novecento, Beppe Fenoglio, in occasione del centenario della sua nascita riviviamo le vicende narrate nel cuore delle sue Langhe e rievochiamo il tratto sapiente con cui descrisse le fumne nelle sue opere. E restando proprio nel Cuneese scopriamo l’amore e la difesa della tipicità dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba e i mille anni di arte e cultura della città di Savigliano.

Ma sono i cent’anni anche di una grande istituzione piemontese, il Parco nazionale del Gran Paradiso, che in questo numero si racconta in prima persona rievocando un secolo di storia in difesa della fauna che popola i suoi splendidi paesaggi. E per continuare a respirare la salubre aria di montagna il consueto appuntamento con la toponimia ci porta ad esplorare i nomi delle vette piemontesi.

L’ottavo numero è ricco di fotografie antiche e moderne che ci aiutano a rivivere il passato per comprendere meglio il presente, ma compaiono anche di approfondimenti, consigli di lettura e una rubrica dedicata alla storia delle parole piemontesi. Troverete inoltre:

  • La storia di Federico Peliti e del suo vermut, magico incontro tra Moscato e spezie indiane
  • Il Frankenstein di Eugenio Testa, caduto vittima della censura fascista e oggi perduto
  • Gli ottant’anni dell’Oasi Zegna, il pensiero verde di un’azienda biellese all’avanguardia

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