Rivista Savej #02

“Per me, ogni lavoro che incammino è come un primo amore” diceva Tino Faussone, il protagonista de La chiave a stella di Primo Levi, in un italiano un po’ sgangherato, costruito come forme e locuzioni sul piemontese, esprimendo tutta la soddisfazione che deriva dal dedicare la vita ad un lavoro che si ama. Tino Faussone si fa portavoce dell’amore di Levi per il Piemonte e per il suo dialetto, un Levi che è lui stesso simbolo di una piemontesità che, come avrà lui stesso modo di dire, è “un mito…almeno per due terzi”.

Nel secondo numero di Rivista Savej, che raccoglie gli articoli più interessanti pubblicati negli ultimi sei mesi di attività, la figura di Levi, scrittore, chimico e non ultimo piemontese, ritorna più volte in tutta la sua profonda attualità ed è proprio al famoso scrittore piemontese che questo numero vuole rendere omaggio.

Primo Levi, ma non solo. Illustrazioni e approfondimenti arricchiscono questo secondo numero dedicato a:

  • luoghi insoliti del Piemonte come il Villaggio Leumann e il Cimitero Monumentale di Torino;
  • lo sguardo visionario di Maria Adriana Prolo e Luigi Menabrea;
  • l’animo inquieto di Matteo Olivero e le collezioni di Marco Datrino, due vite per l’arte;
  • la fantasia di Guido Martina, sceneggiatore di Topolino e l’allegra brigata dell’Associazione Geronimo Carbonò;
  • l’ALI, ATPM e ALEPO, un viaggio attraverso gli Atlanti linguistici del Piemonte;

… e molto altro ancora.

Acquista su  oppure 

Torna ai libri