I Sermoni Subalpini

I Sermoni Subalpini, la cui redazione si fa risalire verso la fine del XII secolo, rappresentano il più antico documento pervenutoci nella parlata di una parte dell’area cisalpina. Dal 1847, anno del ritrovamento del manoscritto, molti sono stati gli studi per trovare a questa lingua una collocazione nell’ambito delle parlate romanze, ma nessuno di essi era del tutto convincente.

Dopo lunghe ricerche e attente comparazioni, lessicali e grammaticali, soprattutto con le lingue contemporanee d’oc, d’oil e pure con quelle posteriori dell’area cisalpina, si è giunti alla conclusione che la parlata rappresentata nei Sermoni Subalpini non è una mescolanza di lingue, ma piuttosto una lingua in trasformazione. Infatti, oltre a un lessico particolare, nei passi in volgare di queste prediche si possono già intravedere le regole grammaticali che contraddistinguono ancora molte delle parlate piemontesi odierne. Viste queste caratteristiche ben distinte si è deciso di indicare questa parlata dal modo di affermare, definendola appunto lingua d’oè.

Per quanto non ancora contestate né accettate dagli addetti ai lavori, le conclusioni di Bruno Villata sono corroborate dalla ricerca di un gruppo multidisciplinare di studiosi. Dopo lunghe indagini, come riportato da La Stampa (9 ottobre 2012), si è giunti infatti alla conclusione che i Sermoni Subalpini erano stati scritti dai Templari residenti in vari centri dell’odierno Piemonte.

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